Progetti


Forma e Materia

FORMA E MATERIA
questo lavoro intitolato “Forma e Materia” nasce dall’interesse per il rapporto che le cose instaurano tra di loro  e per il loro divenire. È un viaggio dello sguardo  tra le geometrie e i materiali  che  formano gli oggetti e le architetture che ci circondano. Attraverso l’immagine fotografica, perdono il loro significato originale, e sono in attesa del trascorrere inesorabile del tempo  che li modifica. Oggetti apparentemente inermi, sui quali però notiamo i segni di un  cambiamento, che  diventa chiaro e netto quando ci voltiamo indietro a guardare. è una sensazione che a noi umani provoca inquietudine, con la quale però, abbiamo imparato a convivere.


FANTASMI METROPOLITANI 

L’idea di questi lavori, mi è venuta facendo alcune considerazioni sul cambiamento epocale a cui stiamo assistendo in questi decenni, e sull’importanza e il ruolo della persona nel mondo contemporaneo. Se da un lato la tecnologia e il digitale per alcuni sono un’opportunità, per molti altri rappresentano un problema. Gli sforzi prodotti per cercare di distruggere le barriere, per cercare di avvicinare le persone, per farle comunicare più in fretta, per migliorarne la vita, sembrano invece avere effetto contrario. L’idea di futuro, che in tempi non molto lontani, era accompagnata da un senso di ottimismo e di speranza, oggi è vista come preoccupazione e in molti casi angoscia. Nel corso dei secoli, L’umanità si è trovata più volte davanti a passaggi epocali, a linee di confine tra un mondo conosciuto e uno nuovo da esplorare, ed è ciò che stiamo vivendo in questi decenni. L’uomo non è più al centro dell’universo non è più il soggetto della storia ma nell’età della tecnica è ridotto a funzionario di apparati tecnici. Viviamo in un’epoca in cui la nostra capacità di fare è enormemente superiore alla nostra capacità di prevedere. L’animo umano in questo scenario, invece che elevarsi e ambire a mete più alte, risulta disorientato e perde importanza quasi consistenza. Mi sembra infatti di vedere intorno a me i miei simili, diventare trasparenti, vagare senza meta in cerca di certezze in una specie di teatro della solitudine.


I SEGNI DEL TEMPO

 

 

 

 

 


 

PresenzePRESENZE

L’idea di questo lavoro, mi è venuta facendo alcune considerazioni sul cambiamento epocale a cui stiamo assistendo in questi decenni, e sull’importanza e il ruolo della persona nel mondo contemporaneo. Se da un lato la tecnologia e il digitale per alcuni sono un’opportunità, per molti altri rappresentano un problema. Gli sforzi prodotti per cercare di distruggere le barriere, per cercare di avvicinare le persone, per farle comunicare più in fretta, per migliorarne la vita, sembrano invece avere effetto contrario. L’idea di futuro, che in tempi non molto lontani, era accompagnata da un senso di ottimismo e di speranza, oggi è vista come preoccupazione e in molti casi angoscia. Nel corso dei secoli, L’umanità si è trovata più volte davanti a passaggi epocali, a linee di confine tra un mondo conosciuto e uno nuovo da esplorare, ed è ciò che stiamo vivendo in questi decenni. L’uomo non è più al centro dell’universo non è più il soggetto della storia ma nell’età della tecnica è ridotto a funzionario di apparati tecnici. Viviamo in un’epoca in cui la nostra capacità di fare è enormemente superiore alla nostra capacità di prevedere. L’animo umano in questo scenario, invece che elevarsi e ambire a mete più alte, risulta confuso e si trova a vagare senza meta in cerca di certezze in una specie di teatro della solitudine.Cerco di raccontare per immagini, la vita di tutti i giorni, affidandomi alle sensazioni e alle atmosfere che percepisco. Ne esce quindi una fotografia più intima più poetica. Non a caso le persone che fotografo sembrano sospese nel vuoto, sono persone senza tempo, sono persone reali ma con un piede che tenta d uscire dalla realtà

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