Fantasmi Metropolitani

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L’idea di questo lavoro, intitolato Fantasmi Metropolitani, mi è venuta facendo alcune considerazioni sul cambiamento epocale a cui stiamo assistendo in questi decenni, e sull’importanza e il ruolo della persona nel mondo contemporaneo. Se da un lato la tecnologia e il digitale per alcuni sono un’opportunità, per molti altri rappresentano un problema. Gli sforzi prodotti per cercare di distruggere le barriere, per cercare di avvicinare le persone, per farle comunicare più in fretta, per migliorarne la vita, sembrano invece avere effetto contrario. L’idea di futuro, che in tempi non molto lontani, era accompagnata da un senso di ottimismo e di speranza, oggi è vista come preoccupazione e in molti casi angoscia.  Nel corso dei secoli, L’umanità si è trovata più volte davanti a passaggi epocali, a linee di confine tra un mondo conosciuto e uno nuovo da esplorare, ed è ciò che stiamo vivendo in questi decenni. L’uomo non è più al centro dell’universo non è più il soggetto della storia ma nell’età della tecnica è ridotto a funzionario di apparati tecnici. L’animo umano in questo scenario, invece che elevarsi e ambire a mete più alte, risulta disorientato e perde importanza quasi consistenza. Mi sembra infatti di vedere intorno a me i miei simili, diventare trasparenti, vagare senza meta in cerca di certezze in una specie di teatro della solitudine.      


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